Carriera
Addio alla finanza: Niko torna a casa e prende in mano Reale
In breve
Studiava economia a Roma e voleva fare il broker. Poi la famiglia ha bisogno di lui. Nel 2000, con la sorella Cristiana, prende in mano il ristorante Reale.
Alla fine degli anni Novanta Niko Romito vive a Roma. Studia economia e commercio e ha un sogno preciso: diventare broker finanziario[1]. È quasi arrivato alla laurea[2]. La cucina non fa parte dei suoi piani.
Niko è nato nel 1974 a Castel di Sangro, un paese di montagna in Abruzzo[2]. La sua famiglia ha un locale a Rivisondoli, poco lontano. Si chiama Reale. All'inizio era una pasticceria, poi il padre lo ha trasformato in una trattoria[1].
La chiamata di casa
Poi il padre si ammala. Niko e la sorella Cristiana tornano in Abruzzo per mandare avanti il locale[1]. Dopo la morte del padre, Niko decide di restare e di prendere in mano Reale[1]. Nel 2000 i due fratelli diventano i nuovi padroni di casa[1].
Cristiana si occupa della sala, dove lavora fin dal 2000[2]. Niko va in cucina. C'è solo un problema: non ha mai studiato da cuoco.
Un cuoco che impara da solo
Niko Romito è un autodidatta[1]. Impara leggendo libri, osservando, assaggiando, chiedendo ai colleghi[2]. Fa brevi esperienze in altre cucine, tra cui un periodo con i fratelli Roca in Spagna[2]. Ma soprattutto prova e riprova, ogni giorno, nel suo ristorante di montagna.
Forse proprio perché non ha una scuola alle spalle, guarda gli ingredienti con occhi nuovi. Una cipolla, una melanzana, un pezzo di pane. Ogni cosa può diventare un piatto speciale, se la si capisce fino in fondo.
I primi segnali
Il talento si vede presto. Nel 2006 la guida de L'Espresso lo nomina Giovane dell'anno[1]. Il ragazzo che voleva lavorare in borsa è diventato un cuoco da tenere d'occhio.
Nessuno, in quel paese di montagna, immagina che Reale diventerà uno dei ristoranti più famosi del mondo. Ma la storia comincia proprio qui, con due fratelli che decidono di non chiudere la porta di casa.
Fonti
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