Chef stellati · Enrico Bartolini
Stelle
Tre stelle al Mudec: Milano torna tristellata
In breve
Nel 2020 il ristorante del Mudec ottiene la terza stella Michelin. Milano torna ad avere un tre stelle dopo venticinque anni, e Glam a Venezia sale a due.
Per un quarto di secolo Milano, la capitale economica d'Italia, non aveva un ristorante con tre stelle Michelin. Nel 2020 il digiuno finisce. Il ristorante di Enrico Bartolini al Mudec ottiene la terza stella e riporta la città tra le tristellate dopo 25 anni[1].
È un momento storico per la cucina milanese. Le tre stelle sono il massimo riconoscimento della guida rossa. Significano che un ristorante vale il viaggio, da solo. E ora quel viaggio porta al terzo piano del Museo delle Culture[2].
Due buone notizie
Quello stesso anno arriva anche un'altra soddisfazione. Glam, il ristorante veneziano di Bartolini, sale a due stelle[1]. La galassia dello chef cresce in qualità, non solo in numero.
Per Bartolini, partito dalla trattoria di uno zio in Toscana, è la vetta. In pochi anni è passato da una stella in Oltrepò al tre stelle nel cuore di Milano[3].
Una cucina che non si ferma
Che cosa convince gli ispettori? La guida descrive una cucina in continua evoluzione, con uno chef che continua a creare nuovi piatti[2]. Al Mudec non si ripete un menu all'infinito. Si cambia, si prova, si migliora.
Accanto a lui, al Mudec, lavora il resident chef Davide Boglioli[2]. È un segno del modo di lavorare di Bartolini: le stelle sono anche della squadra.
La stella più pesante
Mantenere tre stelle è forse più difficile che ottenerle. Ogni anno gli ispettori tornano. Il Mudec però tiene il passo: la guida continua a confermare il suo massimo riconoscimento[2].
Oggi chi visita Milano può salire al terzo piano di un museo e trovarsi in uno dei ristoranti più premiati d'Europa. Una bella storia per una città che ha sempre amato mangiare bene. E un messaggio per tutti i giovani cuochi di provincia: con lavoro, viaggi e buoni maestri si può arrivare in cima, anche partendo da un piccolo paese toscano.
Fonti
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