Chef stellati · Antonino Cannavacciuolo

Formazione

Il diploma all'alberghiero, contro il parere di papà

Thibault Van de Sompele Di Thibault Van de Sompele 2 min di lettura Pubblicato

In breve

Un ragazzo di Vico Equense sceglie la cucina anche se il padre non è d'accordo. Dopo il diploma parte per l'Alsazia, a imparare dai grandi.

  • Antonino Cannavacciuolo è nato nel 1975 a Vico Equense[1].
  • Si iscrive di sua iniziativa all'istituto alberghiero Di Gennaro, nonostante il padre non fosse d'accordo[1].
  • Si diploma nel 1993[1].
  • Fa esperienza in Alsazia all'Auberge de l'Ill e al Buerehiesel, entrambi tre stelle Michelin[1].

Vico Equense è un paese affacciato sul golfo di Napoli, sulla penisola sorrentina. È qui che nel 1975 nasce Antonino Cannavacciuolo[1]. Il mare, il profumo dei limoni, il pesce appena pescato: tutto quello che più tardi finirà nei suoi piatti comincia da questa costa.

Da ragazzo Antonino ha le idee chiare. Vuole fare il cuoco. Il padre però non è convinto. Antonino decide da solo e si iscrive all'istituto alberghiero Di Gennaro, proprio a Vico Equense[1].

Una scelta ostinata

È la prima prova di un carattere che in tanti impareranno a conoscere: testardo, generoso, pieno di energia. Il ragazzo studia, si impegna e nel 1993 ottiene il diploma[1]. Ha diciotto anni e una certezza in tasca: la cucina sarà la sua vita.

I primi lavori arrivano vicino a casa, nei ristoranti e negli alberghi della penisola sorrentina[1]. È una buona scuola, ma Antonino vuole vedere come si cucina nelle grandi case.

Il viaggio in Alsazia

Così parte per la Francia. In Alsazia fa esperienza in due templi della cucina, tutti e due con tre stelle Michelin: l'Auberge de l'Ill della famiglia Haeberlin e il Buerehiesel di Antoine Westermann[1]. Per un giovane del sud è un mondo nuovo. Disciplina, burro, salse, precisione.

Torna in Italia e lavora al Quisisana di Capri, il celebre albergo dell'isola[1]. Poi sale fino al lago d'Orta, in Piemonte. È un salto di mille chilometri, dal mare del sud alle montagne del nord. Lì, all'albergo di famiglia dei Primatesta, inizia il capitolo che cambierà tutto[2].

Il sud nel cuore

Anni dopo, la Michelin descriverà i suoi menu come un viaggio che va dalla Campania al Piemonte con una facilità che rende semplici le cose difficili[3]. Quel viaggio comincia proprio qui, con un diploma preso contro tutti e una valigia diretta in Francia.

Il ragazzo che il padre voleva lontano dai fornelli diventerà uno dei cuochi più famosi del paese. A volte la testardaggine è il primo ingrediente del successo.

Fonti

Ogni fatto di questa pagina proviene da queste fonti. Ogni numero nel testo rimanda alla fonte da cui è tratto.

  1. Stampa Reporter Gourmet: Antonino Cannavacciuolo | Chef reportergourmet.com · consultato
  2. Ufficiale Villa Crespi: Storia di Villa Crespi: Un Viaggio nel Tempo e Nell'Eleganza villacrespi.it · consultato
  3. Stampa il Resto del Carlino: Guida Michelin 2023, Antonino Cannavacciuolo conquista le tre stelle con Villa Crespi · ilrestodelcarlino.it · consultato