Chef stellati · Antonino Cannavacciuolo
TV e media
Cucine da incubo: il cuoco entra nelle case degli italiani
In breve
Nel 2013 Cannavacciuolo debutta in tv con la prima edizione italiana di Cucine da incubo. Da lì arrivano MasterChef e tanti altri programmi.
Un ristorante in crisi. Conti che non tornano, cucina in disordine, clienti spariti. E poi entra lui: un omone dalle mani enormi, la voce napoletana e uno sguardo che non perdona. È il 2013 e Antonino Cannavacciuolo debutta in televisione con la prima edizione di Cucine da incubo[1].
Il format è semplice. Lo chef visita locali in difficoltà e prova a rimetterli in piedi in pochi giorni. Ma è il protagonista a fare la differenza. Severo quando serve, affettuoso subito dopo. Il pubblico lo adora.
Da cuoco a volto noto
Fino a quel momento Cannavacciuolo era famoso soprattutto tra gli appassionati di alta cucina. Con la televisione il suo nome arriva ovunque.
Poi arriva MasterChef Italia. Antonino diventa uno dei giudici fissi del talent culinario più seguito del paese[1]. Al suo fianco, nell'edizione numero quindici, ci sono Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli[2].
Tanti programmi, una sola cucina
Negli anni la lista dei programmi si allunga. C'è Antonino Chef Academy, dove insegna a giovani cuochi. C'è 'O mare mio, un format tutto suo dedicato al mare[3][1]. Ogni volta lo stesso stile: diretto, umano, pieno di passione.
La cosa più sorprendente è che la televisione non lo allontana mai dalla cucina vera. Mentre il pubblico lo vede in tv, a Villa Crespi lui continua a lavorare per l'obiettivo di sempre. E nel 2022 la terza stella arriverà proprio mentre è all'apice della popolarità[3].
Un ponte tra due mondi
Il segreto del suo successo televisivo forse è questo. Non recita la parte dello chef. Lo è davvero, ogni sera, in un ristorante tre stelle. Quando dice a un concorrente che un piatto non va, sa di cosa parla.
Grazie a lui milioni di italiani hanno scoperto il lavoro che c'è dietro un piatto. La fatica, la disciplina, il rispetto per gli ingredienti. Non è poco, per un ragazzo partito da un paese della costiera.
Fonti
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