Chef stellati · Norbert Niederkofler

Stelle

Le prime stelle tra le Dolomiti

Thibault Van de Sompele Di Thibault Van de Sompele 2 min di lettura Pubblicato

In breve

Nel 2001 il St. Hubertus riceve la prima stella Michelin. Nel 2006 arriva la seconda, e nel 2011 Gault&Millau gli dà 19 su 20.

  • Il St. Hubertus ottiene la prima stella Michelin nel 2001[1].
  • La seconda stella arriva nel 2006[1].
  • Nel 2011 Gault&Millau assegna al ristorante 19 punti su 20[1].
  • Niederkofler ha formato chef come Michele Lazzarini, Andrea Tortora, Eugenio Boer e Matteo Metullio[1].

Cinque anni dopo l'apertura arriva il primo grande riconoscimento. Nel 2001 il St. Hubertus riceve la sua prima stella Michelin[1]. Un piccolo ristorante di undici tavoli tra le Dolomiti entra nella guida rossa.

È una soddisfazione enorme per Niederkofler. Dopo tanti anni di viaggi e di lavoro, la sua cucina trova un riconoscimento ufficiale. E proprio nelle montagne dove è cresciuto.

La seconda stella

Il lavoro continua. Nel 2006 arriva la seconda stella Michelin[1]. Il St. Hubertus diventa una meta per gli appassionati di cucina che vanno in vacanza in Val Badia. Molti salgono fino a San Cassiano apposta.

Anche le altre guide se ne accorgono. Nel 2011 Gault&Millau assegna al ristorante 19 punti su 20[1]. È un voto altissimo, che pochi ristoranti in Europa riescono a ottenere.

Una scuola di cuochi

In questi anni la cucina del St. Hubertus diventa anche una scuola. Da lì passano giovani cuochi che poi faranno strada da soli. Tra loro ci sono Michele Lazzarini, Andrea Tortora, Eugenio Boer e Matteo Metullio[1].

Per Niederkofler insegnare è importante quanto cucinare. Oggi tiene lezioni anche nel corso di Scienze enogastronomiche di montagna della Libera Università di Bolzano[1].

Verso una nuova idea

Intanto, piatto dopo piatto, la sua cucina cambia. Lo chef guarda sempre più alla montagna e sempre meno agli ingredienti che arrivano da lontano. È l'inizio di una rivoluzione che avrà presto un nome.

Due stelle e un voto quasi perfetto. Ma Norbert Niederkofler sente che manca ancora qualcosa. Vuole una cucina che sia davvero sua, fatta solo delle sue montagne. Quella cucina, anni dopo, troverà casa a Brunico, nella vecchia dimora del lanificio Moessmer[2]. Ma prima c'è ancora molta strada da fare, e molte idee da mettere alla prova tra i tavoli di San Cassiano.

Fonti

Ogni fatto di questa pagina proviene da queste fonti. Ogni numero nel testo rimanda alla fonte da cui è tratto.

  1. Stampa Reporter Gourmet: Norbert Niederkofler | Chef reportergourmet.com · consultato
  2. Ufficiale Atelier Moessmer Norbert Niederkofler: Atelier Moessmer Norbert Niederkofler - Atelier Moessmer Norbert Niederkofler ateliernorbertniederkofler.com · consultato