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Il Refettorio Ambrosiano: grandi chef per chi ha meno

Thibault Van de Sompele Di Thibault Van de Sompele 2 min di lettura Pubblicato

In breve

Durante l'Expo di Milano un vecchio cineteatro di periferia diventa una mensa d'autore. Bottura cucina gli avanzi con i colleghi e lancia un'idea che farà il giro del mondo.

  • Il Refettorio Ambrosiano nasce nel giugno 2015, durante l'Expo di Milano[1].
  • Sorge nel vecchio cineteatro della parrocchia di San Martino in Greco[1].
  • Bottura lo ha ideato come progetto contro lo spreco e l'isolamento sociale[2].
  • In dieci anni ha preparato oltre 260.000 pasti[1].

Milano, estate 2015. Il mondo è in città per l'Expo, dedicata al cibo. Mentre i padiglioni brillano, a Greco, nella periferia nord, succede qualcosa di più silenzioso. Nel vecchio cineteatro della parrocchia di San Martino nasce il Refettorio Ambrosiano[1].

L'idea è della diocesi di Milano, su intuizione del cardinale Angelo Scola, e la gestione è affidata alla Caritas Ambrosiana[1]. Il progetto in cucina porta la firma di Massimo Bottura, che lo pensa come una risposta a due problemi insieme: lo spreco di cibo e la solitudine[2].

Non chiamatela mensa

Bottura è chiaro. Il Refettorio non è un ristorante e non è una mensa. È un luogo dove il recupero delle eccedenze diventa inclusione sociale[1]. Il pane di ieri, la verdura un po' ammaccata, la frutta che nessuno compra: in mano a un cuoco diventano un pasto vero, servito con dignità.

Durante l'Expo ai fornelli passano piatti firmati da sessantacinque grandi chef[1]. I tavoli sono disegnati da designer, alle pareti ci sono opere di artisti contemporanei[1]. Chi entra per mangiare viene trattato come un ospite, non come un numero.

Dieci anni dopo

L'Expo finisce, il Refettorio resta. In dieci anni prepara oltre 260.000 pasti per circa 2.900 persone fragili e recupera tonnellate di cibo che sarebbe finito nella spazzatura[1]. Lo staff fisso conta undici persone, aiutate in media da quasi novanta volontari all'anno[1].

Da quell'esperienza nasce Food for Soul, l'associazione che Bottura ha fondato con la moglie Lara Gilmore[3]. Il modello si moltiplica. Oggi i Refettori sono centri di comunità che servono pasti gratuiti a partire dalle eccedenze[3].

Un cuoco oltre la cucina

Per molti, il Refettorio è il momento in cui Bottura diventa qualcosa di più di un grande chef. Nel 2020 le Nazioni Unite lo nominano ambasciatore di buona volontà per l'ambiente[2]. Il ragazzo della trattoria di campagna ha imparato a usare la sua fama per una causa.

La lezione è semplice e potente. Il cibo buono non è un lusso per pochi. Con un po' di creatività, anche quello che sembra uno scarto può diventare un piatto da ricordare.

Fonti

Ogni fatto di questa pagina proviene da queste fonti. Ogni numero nel testo rimanda alla fonte da cui è tratto.

  1. Stampa Avvenire: Il Refettorio Ambrosiano: 10 anni di cibo e amicizia per 2.900 poveri · avvenire.it · consultato
  2. Ufficiale Ferrari - Ristorante Cavallino: Massimo Bottura ferrari.com · consultato
  3. Stampa UN Environment Programme: Massimo Bottura | UNEP - UN Environment Programme · unep.org · consultato