Origini
Un nonno, un orto e una bicicletta
In breve
Enrico Crippa nasce in Brianza nel 1971. Dal nonno impara ad amare il cibo fresco e vicino, dal padre la passione per la bici. Due lezioni che non dimenticherà.
Carate Brianza è un paese lombardo tra Milano e Lecco. Qui nasce Enrico Crippa, nel 1971[1]. Nessuno può immaginare che quel bambino diventerà uno dei cuochi più premiati d'Italia. Ma due persone, in famiglia, gli lasciano un'eredità preziosa.
La prima è il nonno. Da lui Enrico impara ad amare il cibo fresco, coltivato vicino a casa, quello che oggi chiamiamo a chilometro zero[1]. Le verdure appena colte, il sapore di ciò che cresce nella terra a pochi passi dalla cucina.
La bicicletta di papà
La seconda persona è il padre. Da lui Enrico eredita una passione che lo accompagnerà per tutta la vita: il ciclismo[1]. La bicicletta insegna la fatica, la costanza, la pazienza. Si pedala un chilometro alla volta, senza scorciatoie.
Sembrano due cose lontane, la cucina e la bici. In realtà si somigliano. Tutte e due chiedono disciplina, allenamento quotidiano e la capacità di soffrire un po' per arrivare in cima.
La scuola
Il giovane Crippa sceglie la strada della ristorazione e si diploma alla scuola alberghiera[1]. Poi bussa alla porta più importante d'Italia: quella di Gualtiero Marchesi, a Milano, dove comincia come apprendista[1].
È l'inizio di un lungo viaggio che lo porterà fino in Giappone e poi nelle Langhe. Ma le radici restano in Brianza, in quell'idea semplice imparata da bambino.
Il cerchio si chiude
Molti anni dopo, ad Alba, Crippa costruirà la sua cucina proprio su quella lezione. Le pagine del suo ristorante parlano di ricerca, di tecnica e soprattutto di rispetto per la materia prima[2]. I menu cambiano seguendo il ritmo naturale dei raccolti[2].
Ogni mattina, prima del servizio, va nell'orto a raccogliere le verdure con le sue mani[1]. È esattamente quello che gli aveva insegnato il nonno. Solo che ora quell'orto è diventato famoso in tutto il mondo.
Fonti
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