Apertura
Cracco Peck: il primo ristorante tutto suo a Milano
In breve
Nel 2001 Cracco apre a Milano un ristorante insieme alla storica gastronomia Peck. Dal 2007 il locale porta soltanto il suo nome.
Dopo gli anni con Marchesi e quelli in Francia, Carlo Cracco è pronto per il grande passo. Nel 2001 apre a Milano un ristorante che porta il suo nome accanto a uno dei marchi più famosi della città: Cracco Peck[1].
Peck è una storica gastronomia milanese, legata alla famiglia Stoppani[1]. Per i milanesi è sinonimo di qualità. Unire il proprio nome al suo significa entrare dalla porta principale nella vita gastronomica della città.
Una cucina che sorprende
In quegli anni Cracco costruisce il suo stile. Ama giocare con gli ingredienti semplici e trasformarli. L'uovo, ad esempio, diventa un suo tema ricorrente. Non a caso uno dei suoi libri, del 2004, si intitola La quadratura dell'uovo[1].
Due anni prima era uscito L'utopia del tartufo bianco[1]. Il cuoco comincia a scrivere, a raccontare le sue idee. È l'inizio di una lunga serie di libri.
Solo Cracco
Nel 2007 arriva un cambiamento importante. Il ristorante smette di chiamarsi Cracco Peck e porta soltanto il nome dello chef[1]. È il segno che ormai Cracco è un marchio da solo. Il suo nome basta.
Il locale diventa uno degli indirizzi più famosi di Milano. Chef da tutto il mondo e clienti curiosi vengono ad assaggiare la sua cucina, che rilegge la tradizione italiana con precisione e fantasia.
Fino alla Galleria
Anni dopo il ristorante cambia casa e approda in uno dei luoghi più eleganti della città, la Galleria Vittorio Emanuele II[2]. La guida Michelin gli assegna una stella e consiglia di prenotare i tavoli affacciati sull'ottagono della Galleria, i più richiesti[2].
Dal piccolo inizio del 2001 al salotto di Milano, la strada è stata lunga. Ma il nome sull'insegna è sempre lo stesso. E dietro quel nome c'è ancora il ragazzo di Creazzo che aveva imparato il mestiere da Marchesi.
Fonti
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