Carriera
Alla corte di Gualtiero Marchesi
In breve
Nel 1986 un giovane cuoco vicentino entra nella cucina milanese di Gualtiero Marchesi, il primo tre stelle d'Italia. È l'inizio di tutto.
Creazzo è un paese alle porte di Vicenza. Qui nasce Carlo Cracco, nel 1965[1]. Da ragazzo sceglie la scuola alberghiera e si iscrive al Pellegrino Artusi di Recoaro Terme, tra le montagne vicentine[1]. Il nome della scuola è già un programma: Artusi è il padre della cucina di casa italiana.
Il diploma però è solo il biglietto d'ingresso. Il vero salto arriva nel 1986, quando Cracco va a Milano e comincia a lavorare con Gualtiero Marchesi[1].
Il maestro dei maestri
Marchesi non è un cuoco qualunque. Ha aperto il suo ristorante milanese nel 1977 e nel 1985 è diventato il primo chef italiano a ottenere tre stelle Michelin[2]. Nella sua cucina si formano generazioni di cuochi[2]. Entrare lì significa imparare dal migliore.
Per un ragazzo di poco più di vent'anni è un'esperienza che cambia la vita. In quella brigata si respira un'idea nuova di cucina italiana: elegante, essenziale, moderna. Ogni piatto è pensato come un'opera.
Il viaggio in Francia
Dopo gli anni con Marchesi, Cracco va in Francia e ci resta per diversi anni[1]. È il paese dell'alta cucina classica, delle grandi brigate e delle tecniche perfette. Il giovane vicentino studia, osserva, assorbe tutto.
Quando torna in Italia ha un bagaglio ricco: la creatività di Marchesi e il rigore francese. Due ingredienti che diventeranno la base del suo stile.
Una firma milanese
Molti anni dopo, la guida Michelin descrive la cucina del suo ristorante milanese come una cucina italiana tecnica e precisa, attenta al prodotto, con richiami alla tradizione come la cotoletta[3]. È difficile non vederci l'impronta della scuola di Marchesi.
Il ragazzo partito da Creazzo diventerà uno dei cuochi più famosi d'Italia. Ma tutto è cominciato in quella cucina milanese, accanto al maestro che ha cambiato la storia della gastronomia italiana.
Fonti
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